Flussi migratori

Con 70,8 milioni di persone in fuga nel mondo a fine 2018, i flussi migratori sono uno dei temi caldi della politica nazionale e internazionale. Migrare oggi significa attraversare confini, fisici o naturali, resi sempre più invalicabili da logiche securitarie e nazionalistiche.

Per l’Italia i flussi migratori sono ormai sinonimo di barconi, sbarchi e ong, di rotta mediterranea e di rotta balcanica. Queste le uniche alternative alle poche vie di ingresso legali: corridoi umanitari per le persone più vulnerabili e decreto flussi per i lavoratori, soprattutto agricoli. Vie che non tengono conto delle molteplici motivazioni che spingono a partire: guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, ma anche povertà, mancato accesso a servizi di base come sanità e istruzione e, non da ultimi, i cambiamenti climatici.

Il monumento per i diritti dei migranti installato di fronte all'ambasciata statunitense a Città del Messico

In Centroamerica non si fermano i massacri dei migranti: "Non smetteremo di denunciare"

Iduvina Hernandez, attivista guatemalteca per i diritti umani, ha fondato l'ong Seguridad en Democracia (SeDem) ed è da anni minacciata per il suo impegno per la giustizia a favore dei migranti, contro le uccisioni e la chiusura delle frontiere

Giulia Poscetti

Giulia PoscettiReferente del settore internazionale di Libera - area America Latina

Asso Ventinove, dell'armatore Augusta Offshore

Respingimenti in Libia, Asso Ventinove a processo

Per la prima volta una società privata è chiamata a rispondere della possibile violazione di norme nazionali e internazionali che tutelano i diritti fondamentali dell'uomo

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

Memorandum Italia-Libia, delle modifiche promesse non c'è traccia

Memorandum Italia-Libia, delle modifiche promesse non c'è traccia

A quattro anni dalla firma dell'accordo tra Italia e Libia per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, delle modifiche promesse non c'è traccia, mentre continuano ad aumentare i respingimenti e non si fermano i morti

Francesca Dalrì

Francesca DalrìRedattrice lavialibera

A destra, col gilet azzurro dell'Unhcr, Alessandra Morelli

Nel Niger segnato da traffici e violenze "bisogna cercare soluzioni fuori dagli schemi"

Alessandra Morelli, responsabile dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) nello Stato africano, ha ideato il "meccanismo per il transito di emergenza" per i migranti in viaggio e di ritorno dalla Libia

Monica Usai

Monica UsaiReferente del settore internazionale di Libera - area africana

Migranti in protesta per denunciare le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere dopo che il 23 dicembre 2020 un incendio ha distrutto il campo di Lipa. Credits: Valerio Muscella e Michele Lapini

Calci e pugni per un tozzo di pane. La vita a Lipa

Dopo l'incendio scoppiato il 23 dicembre scorso la situazione nel campo profughi bosniaco è diventata insostenibile: in 15 in container senza luce né fogne

Sara Giudice

Sara GiudiceGiornalista Piazzapulita-La7

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