Mafie

Mafie è il nome comunemente dato ad alcune organizzazioni criminali nate nel meridione d’Italia alla fine dell’Ottocento. Sono riconosciute come mafie storiche la Cosa nostra siciliana, la ‘ndrangheta calabrese e la camorra campana, cui è stata aggiunta in tempi più recenti la Sacra corona unita pugliese. 

Le mafie riescono a controllare, in modo più o meno invasivo, il contesto in cui si inseriscono soprattutto grazie al loro carattere violento e alla capacità di creare e sfruttare un’ampia rete di relazioni. Attraverso queste modalità le mafie storiche si sono riprodotte, nel corso degli anni, anche nel Settentrione d’Italia e in altre parti del mondo. 

Nel 1982, con l’introduzione dell’articolo 416 bis del codice penale, l’associazione di tipo mafioso è stata riconosciuta come reato. La norma definisce mafiosa qualunque organizzazione che utilizza la “forza di intimidazione” per controllare attività legali (come appalti e concessioni pubbliche) e illegali (come traffico di droga ed estorsioni) o alterare il libero esercizio del voto. Secondo la norma, la forza di intimidazione di questi gruppi si esprime principalmente nell’“assoggettamento” e nell’“omertà” provocata nei confronti di chi non ne fa parte. 

A partire dagli anni Novanta, in Italia, sono state incriminate per mafia anche organizzazioni diverse dalle mafie storiche, sia italiane che straniere, come la Mala del Brenta, alcune formazioni romane, e diversi gruppi di origine cinese, nigeriana e rumena.

Cinque proposte da cui l'antimafia può ripartire post pandemia

Cinque fronti su cui riorganizzare l'impegno antimafia in vista della fine dell'emergenza coronavirus. La proposta di Davide Mattiello, ex deputato e consulente della commissione parlamentare antimafia

Davide Mattiello

Davide Mattiello Consulente Commissione parlamentare antimafia

21 marzo 2020, Ciotti: "La solidarietà che proviamo adesso deve sopravvivere al virus"

La Giornata della memoria per le vittime di mafie quest'anno si celebra online. L'emergenza coronavirus impedisce di scendere in piazza, ma non di testimoniare coesione e solidarietà

Redazione <br> lavialibera

Redazione
lavialibera

21 marzo 2020, Mattarella: "Oggi è un giorno di speranza, batteremo le mafie"

Le istituzioni, i politici e le forze dell'ordine partecipano alla giornata ricordando le vittime innocenti, sebbene l'emergenza coronavirus abbia fatto cancellare le celebrazioni a Palermo e in altre città italiane

Redazione <br> lavialibera

Redazione
lavialibera

21 marzo 2020, Caselli: "Le vittime di mafia ci ricordano che lo Stato siamo noi"

Il 21 marzo 2020 ricorre la XXV Giornata della memoria in ricordo delle vittime di mafia. Quest'anno celebrata virtualmente, nella consapevolezza che la crisi coronavirus può inaugurare inedite possibilità per gli interessi criminali

Elena Ciccarello

Elena Ciccarello Direttrice responsabile lavialibera

Effetti indesiderati del Covid-19: sei opportunità per le mafie

Traffici, droga, usura, corruzione e altro ancora. La criminalità organizzata saprà sfruttare le occasioni che l'attuale crisi provoca perché la sua regola d'oro è chiara: il guadagno non si ferma di fronte al dolore

Anna Sergi

Anna Sergi Senior lecturer in Criminologia, University of Essex (Uk)

Il giornalismo che serve
nel mondo che cambia

Servono parole nuove per esprimere pensieri diversi. Serve schierarsi con coraggio per difendere la libertà. Serve stimolare la partecipazione per provocare cambiamenti duraturi.

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar