Mattarella e don Luigi Ciotti a Locri (foto Quirinale)
Mattarella e don Luigi Ciotti a Locri (foto Quirinale)

21 marzo 2020, Mattarella: "Oggi è un giorno di speranza, batteremo le mafie"

Le istituzioni, i politici e le forze dell'ordine partecipano alla giornata ricordando le vittime innocenti, sebbene l'emergenza coronavirus abbia fatto cancellare le celebrazioni a Palermo e in altre città italiane

Redazione <br> lavialibera

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21 marzo 2020

“Il 21 marzo, giorno di primavera, anche in questo difficile anno è un giorno di speranza che dobbiamo far valere contro chi la speranza vuole sottrarre”. Sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, a cui lavialibera aderisce proponendo una sulla sua home page e sulla sua newsletter, una selezione di articoli : “L’emergenza sanitaria che stiamo affrontando impone, quest?anno, di rimandare il momento in cui si leggeranno, nelle piazze d’Italia, i nomi delle vittime, dei martiri, dei servitori dello Stato che la disumanità mafiosa ha strappato ai loro cari e a tutta la società. Ma quei nomi, tutti i nomi, sono impressi nella nostra storia e nulla potrà cancellarli - ha dichiarato il capo di Stato -. Il ricordo si lega a un impegno civile: quelle testimonianze, quegli esempi indicano un percorso di civiltà. Le mafie cambiano le forme, i campi di azione, le strategie criminali. Si insinuano nelle attività economiche e creano nuove zone grigie di corruzione e complicità. Sono un cancro per la società e un grave impedimento allo sviluppo. Occorre vigilanza, e la consapevolezza deve farsi cultura. Occasioni come queste ci aiutano a riflettere insieme”. Matterella, fratello del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia 40 anni fa, ne è certo: “Sconfiggeremo ed estirperemo le mafie”.

Ascolta il discorso di don Luigi Ciotti in occasione di questo 21 marzo

“La battaglia contro le mafie si combatte anche sul fronte del lavoro: creare occupazione vuol dire rendere libere le persone dal bisogno e impedire alle mafie di penetrare nel tessuto sociale ed economico del Paese", sottolinea la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Le fa eco il presidente della Camera, Roberto Fico: “La dimensione economica e relazionale che le mafie hanno raggiunto è tale che l’azione repressiva delle Istituzioni deve necessariamente essere accompagnata da un impegno corale di tutta la collettività - sostiene -. Per questo vanno sostenute quelle realtà che, specialmente nei contesti di maggiore degrado e marginalità, aiutano chi è in difficoltà e lavorano quotidianamente per il riscatto dei territori con interventi sociali, culturali ed economici”.

"Le vittime di mafia ci ricordano che lo Stato siamo noi", sostiene il presidente onorario di Libera, Gian Carlo Caselli

“Possiamo conservare memoria e continuare l'impegno nel far crescere e diffondere la cultura antimafia anche in modi diversi rispetto al passato”, scrive su Facebook il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, sostenendo l’iniziativa di Libera e realizzando un video in ricordo di alcune vittime. 

L’ex presidente del Senato ed ex magistrato Pietro Grasso, senatore di Leu, invita tutti a un gesto per ricordare “quel lungo elenco di nomi che oggi non risuonerà nelle piazze”: “Sfogliate quell’elenco, dedicate un momento a una lettura, un approfondimento, un pensiero per loro. Insieme, anche se distanti. Perché, come dice lo slogan della giornata, loro erano semi. E tornerà la primavera anche quest’anno”.

"In questo 21 marzo anomalo e faticoso, l’emergenza che stiamo vivendo non ci deve far dimenticare le vittime di mafia, uomini e donne caduti in difesa della dignità di tutti. A loro, oggi, va il nostro pensiero e la nostra gratitudine", sostiene il presidente del commissione Antimafia dell’Assemblea regionale  siciliana, Claudio Fava, figlio di Pippo Fava, uno dei giornalisti uccisi dalla criminalità organizzata ricordati da lavialibera sui suoi social network. 

Anche le forze dell'ordine, polizia e carabinieri, hanno ricordato i loro caduti tra le vittime innocenti delle mafie con dei tweet.

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