Il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro
Il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro

Il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro: "Se non si interviene, ci sarà un'altra strage"

Dopo gli omicidi di San Marco in Lamis, del 2017, c'è stato un rafforzamento degli organi di contrasto sulla Capitanata. Ma secondo il magistrato non è ancora abbastanza

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13 ottobre 2021

C’è il timore che la violenza mafiosa riprenda, nonostante gli interventi dello Stato. Ludovico Vaccaro, procuratore capo di Foggia, parla da "figlio di questa terra". È preoccupato per le condizioni in cui opera la giustizia nella sua area, una giustizia che rimane distante dai cittadini. C’è anche altro: "La pressione repressiva non può essere sempre così forte. Se oggi, dopo tutto il lavoro fatto, non creiamo le condizioni per un cambiamento, rischiamo di vanificare tutto. Per questo il mio è un grido d’allarme", racconta a lavialibera.

Dottor Vaccaro, come descrive la condizione di Foggia in una parola?
Povertà. È una povertà prima di tutto culturale, poi sociale e infine economica, nonostante sia un territorio con risorse enormi. In più c’è un problema di fondo, l’enorme estensione della provincia, oltre settemila chilometri quadrati. Impossibile fare sentire la nostra presenza in modo capillare. Per dire, l’Abruzzo è 10mila chilometri quadrati, ma ha otto tribunali e otto procure. Qui ci sono un tribunale e una procura per tutta la provincia e per un pezzetto di quella di Barletta-Andria-Trani. È giusto?

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