Greenwashing

In italiano potremmo parlare di ecologismo o ambientalismo di facciata. Il neologismo inglese "greenwashing" – letteralmente “lavaggio verde” – è oggi utilizzato per indicare le strategie di comunicazione che imprese, organizzazioni o istituzioni politiche usano per costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo ambientale, distogliendo così l’attenzione dai reali impatti negativi delle proprie attività.


Una delle prime condanne per greenwashing in Italia riguarda la multinazionale Eni, multata il 15 gennaio 2020 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) per la pubblicità al prodotto Enidiesel+ che dal 2016 alla primavera 2019 ha inondato giornali, televisioni e web. Per questo, il cane a sei zampe è stato costretto a pagare una somma di cinque milioni di euro, il massimo previsto dalla legge.

Il Salar de Uyuni, in Bolivia. Foto di Alexander Schimmeck

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Mentre la competizione internazionale per accaparrarsi le riserve di litio si fa sempre più serrata, in America latina un osservatorio mette in dubbio la sua sostenibilità per territori e comunità locali

Alice Pistolesi

Alice PistolesiRedattrice Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo

Biodiesel che non lo sono. Attenti al "greenwashing"

Biodiesel che non lo sono. Attenti al "greenwashing"

L'ultimo caso ha riguardato il cane a sei zampe e la pubblicità ingannevole sul prodotto Enidiesel+. Per combattere queste pratiche occorre ripartire dalle leggi e da un recovery plan davvero verde

Andrea Poggio

Andrea PoggioResponsabile mobilità di Legambiente

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