Ferrara, i musicisti maliani Amadou e Mariam al festival di Internazionale. F. Alesi/Flickr
Ferrara, i musicisti maliani Amadou e Mariam al festival di Internazionale. F. Alesi/Flickr

Magali Berardo: "Racconto storie con una splendida colonna sonora"

Giovane manager piemontese, ha fondato Musicalista, agenzia che promuove musicisti capaci di miscelare suoni tradizionali e modernità: "Quando sento parlare di musica etnica ho un attacco di orticaria"

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

3 maggio 2021

Raccontare storie straordinarie con una splendida colonna sonora. Magali Berardo definisce così ciò che fa. Nata a Cuneo, di base a Torino e orecchie tese al mondo intero, ha fondato nel 2007 Musicalista, agenzia che promuove in Italia artisti capaci di miscelare i suoni delle loro tradizioni a quelli moderni. Potremmo chiamarla world music, ma le etichette non le piacciono: "Quando sento parlare di musica etnica ho un attacco di orticaria". Ha fatto conoscere al pubblico italiano Aeham Ahmad, che suonava il suo pianoforte nei campi profughi di Jarmuk in Siria, la band libanese Mashrou’ Leila, il duo Amadou&Miriam dal Mali, da dove arrivano anche i Tamikrest, rock tuareg come quello di Bombino che ha incantato Jovanotti. E poi ancora altri artisti, spesso ospiti di Diego Bianchi a Propaganda live (La7).

Magali Berardo con il batterista nigeriano Tony Allen, scomparso il 30 aprile 2020
Magali Berardo con il batterista nigeriano Tony Allen, scomparso il 30 aprile 2020

Facciamo un gioco. Bloccati dalla pandemia, immaginiamo un viaggio fatto con la musica. Quali luoghi, e quindi quali artisti, suggerisci?

Credo che tutti noi abbiamo voglia di varcare con lo sguardo orizzonti completamente diversi da quelli in cui siamo costretti dopo più di un anno di pandemia. Io ho voglia di paesaggi distanti, come il deserto, e ascolto Afel Bocoum, chitarrista del Mali, o i Tinariwen (band di tuareg, ndr) che non smettono mai di stupirmi. Un’altra delle cose che mi manca molto è il ballo, per cui un disco come quello del collettivo lionese Et voilàaa ci trasporta subito su una pista da ballo dove la afro sposa la disco anni Settanta e anche se siamo nel salotto di casa nostra in pigiama possiamo scatenarci come se fossimo in un club di Lagos. Quando dico Lagos non posso non pensare al mitico Tony Allen. Il 30 aprile uscirà il suo disco postumo, l’ho ascoltato in anteprima e ve lo consiglio, il beat della batteria di Tony incontra il flow di giovani rapper.

“Ciò che definiamo world music non deve stare in una teca, ma essere vissuta, sudata e cantata”

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