No global

Con l'espressione movimento “no global”, o movimento anti-globalizzazione, si intende un insieme di realtà, gruppi e associazioni non governative, diverse tra loro ma accumunate dalla critica contro un certo tipo di globalizzazione, considerata fonte di inaccettabili disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo e all’interno delle società nazionali. Il movimento è stato indicato anche come "movimento per la giustizia globale" o "altermondialista", termine preferito dagli stessi protagonisti alla definizione "no global" (elaborata dai media di allora), perché sottolinea la proposta di un modello alternativo di sviluppo mondiale. Il termine è infatti legato allo slogan "Un altro mondo è possibile".
Il movimento è diventato famoso in tutto il mondo, per la prima volta, in occasione delle manifestazioni (e degli scontri) di Seattle del 1999, nei giorni dell’assemblea dei Paesi membri della Wto, rispetto ai quali si comincia a parlare di "popolo di Seattle". A gennaio 2001 a Porto Alegre, in Brasile, il movimento dà vita al primo Forum sociale mondiale (Fsm) in contrapposizione al World economic forum dei potenti della Terra. Lo stesso anno, dal 19 al 22 luglio, la rete è protagonista di un’ampia mobilitazione contro la riunione del G8 di Genova, poi soffocata da una violentissima repressione da parte delle forze dell’ordine. Tra i fatti di Genova tristemente più noti: la morte di Carlo Giuliani; l’irruzione di polizia e agenti speciali nella scuola Diaz dove si trovavano 93 giovani disarmati e semiaddormentati; la reclusione dei manifestanti nella caserma di Bolzaneto.

La Bahri Jazan, il 22 luglio nel porto di Genova. Credits: Dalrì/Sclippa

La battaglia dei portuali genovesi contro le navi della morte

L'ultima nave della compagnia saudita, potenzialmente carica di armamenti, è attraccata ieri all'alba nel porto di Genova. Ad attenderla i lavoratori del Calp, che dopo due ore di presidio sono riusciti a ottenere un incontro con l'Autorità portuale

Francesca Dalrì

Francesca DalrìRedattrice lavialibera

Natalie Sclippa

Natalie SclippaRedattrice lavialibera

De Marzo: il movimento di Genova 2001 non è finito, si è trasformato

De Marzo: il movimento di Genova 2001 non è finito, si è trasformato

Dal movimento di Genova 2001 sono nati molti nuovi soggetti politici, dai comitati per l'acqua, a quelli per la difesa dei beni comuni, dalle reti sociali e per il commercio giusto, a chi ha messo in discussione megaprogetti o basi militari o si …

Giuseppe De Marzo

Giuseppe De MarzoResponsabile politiche sociali di Libera

Londra, 15 ottobre 2019. The invisible circus durante l'azione davanti al MI5 HQ in Millbank. La Brigata rossa cammina silenziosamente in mezzo agli attivisti e attraversa il Millbank Pier (Foto Federico Tisa)

I ribelli contro l'estinzione

Il fotoreporter italiano Federico Tisa sta seguendo le proteste di Extinction rebellion, il movimento di disobbedienza civile non violenta che vuole tenere accesi i riflettori sulla crisi climatica

Federico Tisa

Federico TisaFotografo

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Luigi Ciotti

G8, Ciotti: "Quel movimento non era pericoloso, cercava giustizia"

A vent'anni da Genova 2001, Luigi Ciotti – direttore editoriale de lavialibera – pubblica sul sito del Gruppo Abele una lettera in cui ricorda il senso di quelle giornate. Cittadine e cittadini si diedero appuntamento nel capoluogo ligure per …

Luigi Ciotti

Luigi CiottiDirettore editoriale lavialibera

Agenti del reparto mobile della polizia di Stato impegnati in una manifestazione dell'estrema destra a Roma, il 6 giugno 2020 (Alberto Pizzoli/Ansa)

I codici identificativi delle forze dell'ordine sono ancora un tabù

In parlamento sono ferme le due proposte di legge per introdurre segnali di riconoscimento degli agenti. Amnesty international chiede a Lamorgese e al capo della polizia Giannini di trovare una soluzione. Per Notari (Siulp) bisogna affrontare …

Mauro Ravarino

Mauro RavarinoGiornalista

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