Hate speech

Hate speech, cioè linguaggio d’odio, violenza verbale. Un fenomeno sempre di più al centro del dibattito pubblico perché pericolosamente emerso in diversi ambiti della società: dalla politica all’informazione, dallo sport alla scuola. Odio in rete, soprattutto sui social network, ma anche fuori, in un rapporto tutto da approfondire tra mondo digitale e mondo fisico. Livore usato contro i più deboli ed emarginati, contro tutti coloro che riteniamo “diversi” per nazionalità, religione, aspetto fisico, orientamento sessuale, idee politiche, abilità fisiche. Un astio che talvolta si fa antisemitismo, odio razziale, xenofobia, omofobia.

Oggi l’odio sembra assumere un ruolo potente grazie anche alla sua capacità di definire chi lo utilizza: odio dunque sono. Riflettere sull’hate speech, quindi, significa ragionare su di noi e su gli “altri”, sulle nostre relazioni e sul mondo che continuiamo a costruire.

 
Foto di Tim Mossholder

Amministratori sotto tiro: donne le prime vittime dei social

Nel 2019, sono stati 92 i casi di minaccia alle amministratrici italiane, il 16,5% del totale: il dato più alto dalla prima edizione del rapporto. La maggior parte avviene tramite social networks ed è a sfondo sessuale

Giulia Migneco

Giulia MignecoResponsabile Ufficio stampa e comunicazione di Avviso Pubblico

La porta di Brandeburgo a Berlino, simbolo della riunificazione tedesca. Foto di Ansgar Scheffold

Amministratori sotto tiro in tutta Europa. In Germania è allarme estremismo di destra

Minacce e intimidazioni in aumento anche all'estero: è quanto emerge dall'ultimo rapporto di Avviso Pubblico. Riflettori puntati sul Paese di Angela Merkel dove i gruppi neonazisti sono considerati il più grave pericolo per la democrazia tedesca

Claudio Forleo

Claudio ForleoResponsabile Osservatorio parlamentare di Avviso Pubblico

Migranti ritirano il cibo da consegnare ai senzatetto preparato dal ristorante Il Giardino veg (Torino). Credits: Maria Zingarelli

Coronavirus, venti cose belle: storie minime di solidarietà senza bandiera

Uomini e donne scappate dalla Siria o dai centri di detenzione libici cuciono mascherine, migranti consegnano la spesa ad anziani e disabili, Ong al lavoro: brevi racconti per riflettere

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

Tutto quello che non dicono sull'odio online. Credits Unsplash

Quello che nessuno dice sull'odio online

Il dibattito sull'hate speech espresso in Rete coinvolge, ormai da anni, le massime istituzioni. Ma le responsabilità del fenomeno, difficile da monitorare, vanno cercate soprattutto nella politica

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

Odio, dunque sono

Odio, dunque sono

Il fascino dell'odio sta nell'offrire una possibilità, immediata ed efficace, di definire se stessi e gli altri. Anche l'amore è un'opportunità, ma più impegnativa e soprattutto a rischio fallimento

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

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