Ecomafie

Il termine ecomafie è un neologismo coniato da Legambiente nel 1994 per indicare il ruolo delle organizzazioni criminali in relazione ai fenomeni di aggressione ambientale del nostro Paese. Nello specifico indica quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione abusiva, il saccheggio dei beni archeologici e il traffico di animali esotici come le principali fonti di guadagno.

 

I rifiuti sono diventati sempre più oggetto di interesse per le organizzazioni mafiose: il caso più famoso è la Terra dei fuochi, tra le province di Caserta e Napoli. Gli ecoreati che riguardano l’edilizia, invece, consistono principalmente nella costruzione o ampliamento di immobili in assenza di una completa autorizzazione, danneggiando il paesaggio, il turismo e l’economia. Ogni anno dal 1997, Legambiente redige il rapporto Ecomafia che tiene traccia del fenomeno. La prima edizione, realizzata al Comando generale dell’Arma dei carabinieri e all’Eurispes, risale al 1994.  

Milano, 17 marzo 2019. La polizia scientifica indaga sull'incendio in un deposito rifiuti in via Campazzino. M. Corner/LaPresse

Rifiuti, nelle falle del sistema si infiltrano gli ecocriminali

Il traffico dell'immondizia attira criminali a caccia di soldi facili e mafie con l'esigenza di lavare denaro. Governare le sue storture significa rigovernare l'intero processo di produzione e consumo

Antonio Pergolizzi

Antonio PergolizziCuratore del rapporto Ecomafia di Legambiente

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Dove arriva covid, arrivano le deroghe. Anche sui rifiuti

Dove arriva covid, arrivano le deroghe. Anche sui rifiuti

La prossima settimana sarà approvata la relazione della commissione Ecomafie sui rifiuti da coronavirus. Al centro delle preoccupazioni una norma che potrebbe fare crescere il numero di roghi e favorire le mafie

Francesca Dalrì

Francesca DalrìRedattrice lavialibera

Foto di Max Bender su Unsplash

La commissione Ecomafie "indaga" sui rifiuti del Covid

'Guanti, mascherine e altri prodotti usa e getta sono le criticità maggiori', spiega il presidente della commissione Stefano Vignaroli

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

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