Beni confiscati

I beni confiscati alle mafie sono una delle forme di lotta alla criminalità organizzata più efficace e anche ricca di significato. Le ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi, ad esempio coi soldi del traffico di droga o delle estorsioni, possono essere espropriate per diventare proprietà dello Stato. Lo prevedono alcune leggi statali. La prima, alla base di tutto, è la legge Rognoni-La Torre che ha introdotto il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e la confisca “delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego”. 

 

Nel 1995 Libera ha lanciato la campagna “Le mafie restituiscono il maltolto” e l’anno successivo è stata approvata una legge per il riutilizzo dei beni confiscati per scopi sociali. A occuparsi della gestione e della destinazione di questi beni, tra cui immobili e aziende, è l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alle mafie e alla criminalità organizzata (Anbsc). 

Raccontare questo ambito vuol dire raccontare l’impegno dello Stato e delle associazioni, il riscatto della società civile sulle organizzazioni criminali, la nascita di filiere produttive etiche e sostenibili, ma anche le difficoltà talvolta incontrate da chi porta avanti progetti.

#perilbeneditutti: il bilancio di Libera sul riutilizzo sociale dei beni confiscati

#perilbeneditutti: il bilancio di Libera sul riutilizzo sociale dei beni confiscati

Nell'anniversario della legge 109 del 1996 per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie voluta da Libera, l'associazione stila un bilancio del percorso fatto ed evidenzia i nodi irrisolti. Con 10 proposte politiche da cui ripartire

Francesca Dalrì

Francesca DalrìRedattrice lavialibera

La tenuta di Suvignano, in provincia di Siena, assegnata alla Regione Toscana. Fonte: Toscana Notizie

Il prefetto Frattasi (Anbsc): "I beni alle associazioni sono un successo, ma serve più velocità"

Da 13 mesi Bruno Frattasi guida l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità: "Siamo ancora fragili, manca il personale, ma abbiamo portato a termine alcuni impegni". Come la villa dei Casamonica ai giovani autistici

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

1995, un banchetto per la raccolta firme a sostegno del riuso sociale

L'utilizzo sociale dei beni confiscati, una storia di 25 anni

Nel 1995, anno di nascita di Libera, cominciava la campagna a sostegno della legge che prevede il riutilizzo a scopi sociali dei beni confiscati alle mafie. Un percorso lungo che inizia nel 1982 e prosegue ancora oggi

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