Credits: Kastern Wurth, Unsplash
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L'appello: "Diritti e transizione ecologica, solo così ci salveremo da un nuovo coronavirus"

La rete dei Numeri pari, movimento nato per promuovere la giustizia sociale e la dignità, lancia "Andrà tutto bene SE", ricordando la relazione tra collasso climatico, inquinamento ambientale e nuovi virus

Redazione <br> lavialibera

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26 marzo 2020

Bisogna mettere al centro dell’agenda politica nazionale "le necessità, le proposte e gli obiettivi da perseguire per garantire i diritti fondamentali" e "rilanciare l'economia attraverso la transizione ecologica delle attività produttive e della filiera energetica". Lo scrive in un appello la rete dei Numeri pari, movimento nato per promuovere la giustizia sociale e la dignità, ribadendo che questa è "l'unica strada per rimettere insieme il diritto alla salute e il diritto al lavoro con i diritti della natura".

Il coronavirus figlio di un insostenibile modello di sviluppo

La ragione — si legge nel documento — sta nella relazione, denunciata oltre un decennio fa dall'Organizzazione mondiale della sanità, "tra collasso climatico e nuovi virus, e tra questi e l'inquinamento ambientale che ne amplifica l'impatto". Una relazione che dimostra come "siamo davanti a crisi figlie dell'insostenibilità del modello di sviluppo", "eppure nessuno è intervenuto per fermare e riconvertire le produzioni inquinanti".  La prova? "Basterebbe ricordarsi il numero di giorni in cui in Lombardia e Piemonte il livello del PM10 era oltre la soglia dell'illegalità", risponde la rete dei Numeri pari.

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Tagli alla sanità e inadeguate politiche economiche

A tutto ciò si aggiungono i tagli alla sanità, stimati in "29 miliardi in meno di 10 anni" e gli "errori compiuti sulle politiche economiche messe in campo che sono costate la vita a migliaia di persone e ne hanno scaraventate milioni nella miseria". I dati mostrano che un terzo della popolazione italiana è a rischio povertà. Più nel dettaglio, cinque milioni di italiani si trovano in povertà assoluta, un milione di minori nel nostro Paese è nell'indigenza, 9 milioni in povertà relativa e 11 non possono curarsi, mentre ammontano a 4 milioni i lavoratori e le lavoratrici povere. Problemi da cui, secondo il movimento, la politica ha distolto l'attenzione scatenando una campagna d'odio nei confronti dei migranti "che ha spostato l'attenzione dai responsabili del peggioramento delle nostre condizioni materiali". Il dramma in corso, sommato a quello delle disuguaglianze "confermano l'incompatibilità delle politiche economiche attuate in questi anni, con la nostra sicurezza sociale, i diritti, la salute, la libertà e la giustizia". 

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Mobilitazione e cambiamento per evitare pandemie peggiori

Ecco perché, conclude l'appello, "abbiamo la necessità e l'urgenza di cambiare, per costruire un punto di vista che metta insieme la giustizia sociale, la giustizia ambientale e la giustizia ecologica. Non appena la cosiddetta fase di quarantena sarà terminata, se non vogliamo essere costretti a rivivere ogni anno sotto la minaccia di crisi e pandemie sempre peggiori, abbiamo tutti e tutte la responsabilità irrimandabile di aprire una stagione di mobilitazione e di cambiamento".

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