I colletti bianchi dietro la maxi-truffa dei clan all'Ue

La società foggiana è accusata di aver ottenuto con l'inganno 16 milioni di euro di fondi comunitari. Una frode impossibile senza la complicità di funzionari regionali e professionisti

Rosita Rijtano

Rosita RijtanoRedattrice lavialibera

13 ottobre 2021

Si era fatto dare un'auto da 55mila euro, diverse cisterne di nafta del valore di duemila euro ciascuna e oltre 30mila euro. Questo era il prezzo di Giovanni Bozza, funzionario della Regione Puglia e una delle figure centrali nell'operazione Grande carro che documenta gli interessi della società foggiana nelle energie rinnovabili e nei fondi dell'Unione europea. L’inchiesta si divide in due parti che approfondiscono due diversi metodi di sostentamento del clan Delli Carri, costola dei Sinesi-Francavilla.

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