Borgo Mezzanone (Francesca Dalrì)
Borgo Mezzanone (Francesca Dalrì)

Il prezzo dell'oro rosso

Negli anni '80 la camorra spostò le coltivazioni di pomodoro in provincia di Foggia. Quel modello di produzione, fatto di sfruttamento e illegalità, è ancora vivo e riempie gli scaffali di mezzo mondo

Francesca Dalrì

Francesca DalrìRedattrice lavialibera

13 ottobre 2021

Potevano vantarsi del marchio NoCap, il bollino etico voluto dall’ex bracciante Yvan Sagnet per certificare i prodotti liberi dal caporalato. Ma raccoglievano pomodori sfruttando braccianti pagati quattro euro l’ora e costretti a lavorare anche 16 ore al giorno, senza poter andare in bagno. È quanto si legge nell’ordinanza del tribunale di Foggia che lo scorso aprile ha portato all’ennesima retata di arresti per caporalato nelle campagne della Capitanata. L’indagine Prìncipi e caporali, che si è svolta tra luglio e ottobre 2020, prende il nome dall’organizzazione di produttori (Op) finita nel mirino: la Op Principe di Puglia, da dicembre 2020 parte della rete NoCap

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