Un uomo cammina davanti al Pantheon a Roma (Foto di Martin Pachy da Pexels)
Un uomo cammina davanti al Pantheon a Roma (Foto di Martin Pachy da Pexels)

Elezioni, dalla Roma che si batte contro disuguaglianze e mafie una proposta ai candidati

In vista del voto per le amministrative, Mosaico Roma lancia 33 proposte su sette temi. Spiccano la richiesta di partecipazione alle decisioni e le politiche per la casa. Soltanto un candidato, Paolo Berdini, ha assistito alla presentazione

Ylenia Sina

Ylenia SinaGiornalista

17 settembre 2021

L'incontro sulle elezioni amministrative organizzato da Mosaico Roma nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana a Roma
L'incontro sulle elezioni amministrative organizzato da Mosaico Roma nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana a Roma

Il percorso è iniziato quando i nomi dei candidati a sindaco di Roma ancora non si conoscevano. Era il 20 giugno 2020, quando attivisti, operatori sociali e volontari delle oltre cento realtà cittadine aderenti alla Rete dei numeri pari, tra le quali anche Libera, si sono riuniti in Campidoglio. Quell’appuntamento, il primo in presenza fisica dopo i mesi del lockdown, diede il via a Mosaico Roma, un percorso fatto di incontri e assemblee finalizzato a trasformare il lavoro quotidiano di decine di associazioni, cooperative, sindacati, movimenti, reti studentesche, comitati di quartiere, parrocchie e scuole in proposte per i futuri amministratori. A distanza di oltre un anno e a meno di venti giorni dalle elezioni del 3 ottobre, giovedì 16 settembre Mosaico Roma ha presentato ai candidati a sindaco e a consigliere comunale 33 proposte, divise per 7 temi. Unico candidato sindaco in corsa ad ascoltarli, Paolo Berdini, ex assessore all’Urbanistica della giunta di Virginia Raggi, oggi critico verso l’operato dell’amministrazione guidata dal Movimento 5 stelle (M5S) e sostenuto da una coalizione di sinistra con Rifondazione comunista. Per Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra, è stata delegata Sabrina Alfonsi, presidente del I municipio e capolista del Pd. Presente anche la consigliera regionale Marta Bonafoni, animatrice, ma non candidata, della lista in sostegno di Gualtieri, Roma Futura. Sono invece rimaste vuote le sedie destinate alla sindaca Raggi del M5S, a Enrico Michetti della coalizione di centrodestra e a Carlo Calenda.

A Roma, una persona su tre a rischio esclusione sociale

“Quello che presentiamo oggi è il risultato di un percorso politico e sociale che parte dal mutualismo e dalla cooperazione come strada per uscire dalla crisi”, ha spiegato Elisa Sermarini, della Rete dei numeri pari di Roma. Un percorso durato un anno, portato avanti con l’obiettivo di “costruire risposte concrete ai bisogni di Roma e al suo stato di crisi strutturale e sistemico, che la pandemia di Covid 19 ha reso ancora più grave”. Un lavoro “corale” opposto a una “politica verticale, fondata sul leaderismo” e “incapace di dotarsi di un approccio sistemico e di una visione d’insieme”. Prima tra tutti quella visione che riconosce il legame tra “l’aumento delle disuguaglianze e la capacità della criminalità organizzata e del suo welfare sostitutivo di costituire l’unica alternativa per quanti restano indietro”, ha spiegato Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale Politiche sociali di Libera. “La strada per sconfiggere le mafie passa quindi dal riconoscimento delle forme di autogoverno e mutualismo, da politiche sociali coerenti, da un capillare lavoro culturale, dal via libera al Forum cittadino sui beni confiscati che aspettiamo da tempo”. Sono i dati a raccontare la situazione: già prima della pandemia a Roma, una persona su tre era a rischio esclusione sociale, il 51,3 per cento della popolazione aveva un reddito inferiore ai 15 mila euro annui e oltre 134mila giovani non andavano a scuola né cercavano lavoro. Il tutto in una città con 90 clan e 100 piazze di spaccio, dove le mafie “allargano il proprio raggio d’azione e si fortificano grazie alla complicità con la cosiddetta zona grigia”.

Povertà, le associazioni colmano il vuoto dello Stato

La partecipazione come metodo per amministrare

Tra le richieste ai candidati, “un governo partecipato tra l’amministrazione, le parti sociali, il terzo settore e il mondo della ricerca per co-progettare e co-programmare obiettivi e modalità di spesa”

È anche per rispondere a questa preoccupazione che all’interno di Mosaico Roma è stato riservato un tavolo dedicato ai fondi del Next Generation Eu. “Il tema della trasparenza nella loro gestione è spinoso: potranno ricostruire la città oppure, qualora diventassero un grande affare per le mafie, affossarla”, ha aggiunto De Marzo. Tra le richieste ai candidati, “un governo partecipato tra l’amministrazione, le parti sociali, il terzo settore e il mondo della ricerca per co-progettare e co-programmare obiettivi e modalità di spesa”. Dal mutualismo alle politiche sociali passando per l’abitare e l’accoglienza dei migranti, più voci hanno chiesto l’apertura di tavoli di coordinamento tra reti sociali e del terzo settore e amministratori. Maurizio Simmini, presidente della cooperativa sociale Iskra, che si occupa di assistenza domiciliare per anziani e disabili, è uno dei volti della Rete dei numeri pari romana. Per rafforzare le politiche sociali, “la relazione con l’amministrazione pubblica va impostata in modo diverso. Basterebbe applicare il vigente Codice del terzo settore: non vogliamo essere solo consultati, ma co-programmare e co-progettare a partire dalla nostra conoscenza diretta dei bisogni del territorio”.

Roma è diventata la Capitale delle disuguaglianze

Una richiesta simile arriva anche dal mondo del mutualismo. “Serve un confronto costante per individuare soluzioni. L’attività delle reti sociali deve essere sostenuta e incentivata”, le parole di Alberto Campailla, presidente dell’associazione Nonna Roma che durante la pandemia è stata molto attiva nella distribuzione di pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà. In secondo luogo, “va ricapitalizzata la voce del bilancio comunale destinata alle politiche sociali, che, solo nel 2020, è stata tagliata di oltre 11 milioni di euro”. Infine, per monitorare e mappare povertà e marginalità, Mosaico Roma propone la creazione di un Osservatorio delle disuguaglianze “che si avvalga di tutti i dati disponibili”. Per Eugenio Ghignoni, segretario regionale Cgil di Roma e del Lazio, “le nostre proposte permettono di trasformare le debolezze del mercato del lavoro romano in punti di forza per un nuovo modello di sviluppo”. A partire dal Comune di Roma, “il principale datore di lavoro della città: basta esternalizzazioni, contratti atipici, precarietà, lavoro povero e gare al massimo ribasso nel sistema delle partecipate e degli appalti capitolini”.

Le emergenze abitative

“A Roma, dal 1998 a oggi, sono stati venduti circa 120mila alloggi pubblici e di enti. Per questo servono 10mila case popolari da reperire senza consumo di suolo, attraverso un censimento degli immobili inutilizzati”Guido Lanciano - Unione inquilini

Università e ricerca, gestione delle terre comunali e regionali, edilizia pubblica e manutenzione del territorio gli altri “punti di forza” oggetto delle proposte. “Roma ha più di seimila ettari di terre pubbliche che possono creare posti di lavoro nel settore dell’agricoltura sostenibile e libera dal caporalato – ha continuato Ghignoni –. Serve poi un grande piano di riqualificazione e di riuso degli spazi pubblici, per fornire servizi ai quartieri che ne sono sprovvisti e dare risposte all’emergenza abitativa”. Una piaga per la Capitale, dove a maggio 2020 sono state avanzate quasi 50mila richieste di sostegno all'affitto e dove oltre 13mila 500 famiglie sono in attesa di una casa popolare. “A Roma, dal 1998 a oggi, sono stati venduti circa 120mila alloggi pubblici e appartamenti di proprietà degli enti – ha detto Guido Lanciano del sindacato Unione inquilini –. Per questo servono 10mila case popolari da reperire senza consumo di suolo, attraverso un censimento degli immobili inutilizzati”. Sgomberi e sfratti vanno invece fermati “in mancanza di soluzioni alternative e politiche strutturali”. Nel mirino di Mosaico Roma anche una serie di interventi legislativi che “criminalizzano e penalizzano i poveri”: l’articolo 5 del Piano casa varato nel 2014 dall’ex governo Renzi, che impedisce di ottenere l’iscrizione anagrafica e i diritti a essa connessi a quanti occupano un’abitazione e le leggi sicurezza Minniti-Salvini-Orlando.

A Roma la casa popolare è un lusso per pochi

“Quelle ascoltate oggi non sono solo proposte ma un vero e proprio punto di vista da cui guardare la città”, le parole di Sabrina Alfonsi, intervenuta al termine della conferenza stampa. “Penso al Patto di comunità già attuato nel I municipio o all’assegnazione alle realtà sociali del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata: un’amministrazione deve riconoscere i soggetti sociali che già esistono”. Il candidato sindaco Berdini ha invece attaccato “il modello economico che ha portato Roma a essere una città così diseguale”. Dal lavoro alla disoccupazione giovanile, dai trasporti all’abitare, “sono consapevole che il mio impegno debba essere quello di lavorare insieme a partire dal 5 ottobre”. Per Marta Bonafoni, “la prossima amministrazione dovrà inventarsi un modo di governare insieme alle realtà del territorio a partire dai contenuti”. L’assenza della sindaca Raggi e dei candidati Michetti e Calenda è stata presa dagli organizzatori come un “fatto gravissimo: chi si candida ad amministrare dovrebbe saper ascoltare”. 

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