Le parole di Lucarelli: baby gang

I giovani cambiano, come cambiano il mondo, la società, il crimine. Cambiano i delitti e i comportamenti di quelle che oggi chiamiamo baby gang. Ecco perché i discorsi già fatti e le etichette servono a poco

Carlo Lucarelli

Carlo LucarelliScrittore, sceneggiatore e conduttore televisivo

21 luglio 2021

BABY GANG
(propr. "banda di bambini"; pl. babygangs ), usata in ital. come s. f. – Banda di giovanissimi che si rende responsabile di azioni di microcriminalità

Oggi non sarebbe considerata una vera e propria baby gang vista l’età dei componenti, ma allora i bambini restavano tali più a lungo, e così anche gli adolescenti, nonostante ci fosse stata la guerra ad accelerare le cose per tutti. E infatti Cronaca Nera, settimanale di cronache poliziesche - scienze occulte - criminologia, uno dei tabloid che alla soglia degli anni Cinquanta spacciavano morbosamente fattacci di nera come più tardi lo faranno quelli di gossip, mette come occhiello "Gioventù Perduta A Ferrara", sopra il titolo "TRE RAGAZZI DI BONDENO", in maiuscolo e grassetto. 

Accade a Ferrara, ai primi di luglio del 1948. Il signor Arnaldo è il proprietario di un caffè del centro e quella sera è andato a sentire un concerto al liceo musicale. Non gli è piaciuto e così è uscito prima, tagliando per i vicoli per tornare a casa. È quasi arrivato quando si trova davanti due tizi che escono dall’ombra e gli sbarrano la strada. Gli chiedono di svuotarsi le tasche e consegnargli tutti i soldi che ha, se vuole riportare a casa la pelle. Il signor Arnaldo è un tipo robusto e deciso e quei due che gli stanno davanti, si vede subito, sono due ragazzini. E infatti Alberto ha diciassette anni e Nando appena diciotto, e lo conoscono anche, il signor Alberto, sono stati nel suo caffè e lo sanno che è un tipo così tosto, per cui si fanno subito da parte quando lui li spinge via ringhiando di non fare gli imbecilli.

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