Claviere, 5 aprile 2021. Due famiglie afgane percorrono la strada che da Claviere porta ai sentieri che varcano il confine in direzione Monginevro
Claviere, 5 aprile 2021. Due famiglie afgane percorrono la strada che da Claviere porta ai sentieri che varcano il confine in direzione Monginevro
  • Una famiglia afgana si ripara dal freddo tra i bidoni della spazzatura prima di partire verso il confine italo-francese
  • Due ragazzi della Costa d'Avorio e un ragazzo afgano controllano una mappa Gps con il percorso da seguire per raggiungere a piedi la Francia
  • Quattro ragazzi attraversano il confine tra Claviere e Monginevro camminando su una pista da sci

Testimoni alla frontiera

In meno di quattro anni, 12mila persone hanno attraversato a piedi il confine italo-francese. I migranti cercano di valicarlo di notte, per non essere respinti dalla polizia francese

Valerio Muscella

Valerio MuscellaFotoreporter

Michele Lapini

Michele LapiniFotoreporter

Aggiornato il giorno 27 maggio 2021

Una notte in cella, in stanze separate, senza cellulari e scarpe, videosorvegliati, sotto la luce continua e con la necessità di chiedere il permesso per andare a bere e al bagno. È ciò che ci è successo solo per aver documentato, la notte del 6 aprile scorso, il passaggio di un gruppo di otto migranti sul confine italo-francese, cinque afgani e tre iraniani. Siamo stati fermati dalla polizia di frontiera francese (Paf) poche centinaia di metri dopo il confine. I migranti sono stati perquisiti, interrogati e dopo quattro ore respinti in Italia. Noi fotogiornalisti, nonostante avessimo mostrato una lettera di collaborazione con un’associazione locale, il tesserino di iscrizione all’Associazione italiana reporter e fotografi, i nostri siti web e, addirittura, le fotografie scattate durante il passaggio, siamo stati accusati di essere trafficanti di esseri umani e trattenuti in custodia cautelare tutta la notte. Dopo 16 ore siamo stati rilasciati senza neanche una carta che attestasse lo stato di fermo.

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