Una risata per saltare fuori dalle gabbie

Ogni tanto occorre saltare fuori dalle gabbie del genere in cui rischiamo di rimanere stupidamente intrappolati

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

5 marzo 2021

Siamo una specie strana. Nonostante il nome scientifico che ci è stato assegnato, è per noi sempre problematica la distinzione tra maschi e femmine. Nel Systema naturae del 1735, Carl Linneo aveva decretato che noi siamo homo sapiens, la specie che sa. Da qualche tempo, i paleo-antropologi hanno proposto di definire noi stessi – unica specie sopravvissuta del genere homo (stranezza pure questa) – con l’espressione homo sapiens sapiens: una sottospecie doppiamente sapiente. 

Le società sanno che occorre intervenire culturalmente per modellare corpi e comportamenti

Continuiamo pure a chiamarci in questo modo, ma oltre alla sapienza di homo sapiens evochiamo la sua cultura. Si noteranno allora due cose: a) nel mondo animale vi sono moltissime altre specie culturali, nel senso che esibiscono comportamenti socialmente appresi; b) noi siamo animali sproporzionatamente culturali, a tal punto che le domande "Chi siamo? Chi vogliamo essere?" appaiono ineludibili, incombenti. Per fortuna, sono domande a cui non pensiamo affatto nella vita di tutti i giorni; scivolano via nell’arco della giornata: il nostro tran tran quotidiano è rassicurante sotto questo profilo.

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