18 settembre 2017, lago Ciad. Credits: Ansa/Ufficio stampa Oxfam
18 settembre 2017, lago Ciad. Credits: Ansa/Ufficio stampa Oxfam

Effetto farfalla, ecco perché migrazioni e crisi climatica sono connesse

L'innalzamento degli oceani di circa due metri previsto per fine secolo costringerà 700 milioni di persone all'esodo: 70 milioni potrebbero lasciare l'Africa già entro il 2030

Marco Aime

Marco AimeAntropologo

5 marzo 2021

Se ne parla poco, o meglio, se ne parla, ma non si mettono quasi mai in correlazione due dei fenomeni più rilevanti che caratterizzano la nostra epoca e che sono invece strettamente connessi tra loro: i crescenti movimenti migratori e la crisi ambientale. Già nel 2011 il Foresight study evidenziava come le migrazioni siano influenzate da una complessa serie di fattori, non solo ambientali, ma anche economici, sociali, politici, culturali e personali. Secondo questa teoria, i fattori ambientali influenzano la mobilità umana, direttamente o indirettamente, esacerbando gli altri elementi critici. In molti casi tali processi vengono innescati dal cosiddetto effetto farfalla, per cui un battito d’ali a Hong Kong scatena un uragano a New York. Un effetto domino in seguito al quale eventi apparentemente scollegati tra loro finiscono per dare vita a una catena che spesso porta a conseguenze disastrose. 

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