(Foto governo.it)
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L'ignavia di Grillo e i flirt con la Lega: il M5s schiva sempre la riforma della cittadinanza

Il M5s ha sempre evitato di affrontare la riforma della cittadinanza. Per Beppe Grillo lo ius soli non esisteva altrove e la discussione avrebbe soltanto provocato spaccature. Oppure doveva essere di competenza europea

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

12 febbraio 2021

CITTADINANZA, COSÌ LA POLITICA AFFONDA LA RIFORMA DA PIÙ DI DIECI ANNI 6/6 - Negli ultimi giorni Mario Draghi sta tenendo le sue consultazioni con le forze politiche e sociali in vista della creazione di un nuovo governo. Le formazioni hanno posto all'attenzione di Draghi alcuni punti del loro programma. Per alcune di loro, tra cui il Partito democratico, tra le proposte irrinunciabili c'è quella della riforma della cittadinanza con l'introduzione dello  ius culturae. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, sostiene lo ius soli. Su questo tema la Lega di Matteo Salvini avrebbe posto il suo veto. È la riproposizione di un dibattito politico (e di una contrapposizione) che va avanti da più di dieci anni senza alcuna evoluzione sostanziale. lavialibera propone una serie di articoli per ripercorrere le tappe di questa mancata riforma tra le proposte parlamentari e i falsi argomenti (ricorrenti) degli oppositori.

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Difficile definire l’atteggiamento del Movimento 5 stelle di fronte alla riforma della cittadinanza. Sarebbe più facile paragonarlo a un dribbling con cui il suo fondatore, Beppe Grillo, e i suoi leader come Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Vito Crimi hanno evitato di schierarsi, prendere parte, rinviando senza termine la questione. Per farlo, hanno affermato di non voler entrare in una disputata propagandistica di sinistra e di destra e anche che la legge, in fondo, va benissimo così, oppure che la materia è di competenza europea (falso). Insomma, non volevano affrontare il tema.

La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza sensoBeppe Grillo - Fondatore M5s

Dal 2009 si discute di ius soli temperato con la proposta bipartisan firmata Granata-Sarubbi. Così, ben prima dell’ingresso del M5s in parlamento, avvenuto con le elezioni politiche del 2013, il fondatore dettava la linea: “La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso – scriveva sul suo blog il 23 gennaio 2012 –. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi” di uno scontro tra destra e sinistra. Sempre sul suo blog, dopo più di un anno, il comico tornava sul tema: “In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli". Ma la realtà è ben diversa. "Lo ius soli – proseguiva Grillo – se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito”. Secondo lui “questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della Ue. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa”. “Delegare all'istituto referendario una tematica tanto complessa – commenta la dem Caterina Pes, promotrice della riforma – è un ipocrita e finto atto di democrazia. Il rifiuto di dialogare con chi ha idee ed esigenze differenti lo contraddistingue, anche in questa occasione, come portatore di valori conservatori e non progressisti e realmente innovativi”. Non solo: Grillo sembra ignorare nel merito le proposte di legge, ma anche principi e competenze. Ignora soprattutto che di lì a giugno molti eletti del M5s presentano una proposta di legge che prevede lo ius soli temperato con primo firmatario l'allora deputato Giorgio Girgis Sorial, nato a Brescia da genitori egiziani copti.

Oltre un milione di persone nate in Italia non sono riconosciute come cittadine. Le loro storie

Il tema dello ius soli ora è usato in modo strumentaleAlessandro Di Battista - M5s

Di Battista, che sarà tra i firmatari della proposta, segue il fondatore: “La mia posizione sullo ius soli è questa, e non perché lo scrive Beppe ma perché la penso così – scrive su Facebook il 10 maggio 2013 –. Ci sono questioni così importanti che vanno dibattute seriamente, occorre ragionarci per bene pensando a tutti gli attori coinvolti”. E infatti, il M5s la schiva. “Sono un 'cittadino' del mondo e tutti lo sanno ma è la 'campagna elettorale permanente' e la distrazione di massa che hanno distrutto questo paese e il tema dello ius soli ora è usato in modo strumentale”. E allora meglio non parlarne. “Sono a favore dello ius soli e nel movimento non c'è alcuna spaccatura su questo, ma non vogliamo che si dimentichi che oggi la vera emergenza è quella della crisi economica che produce suicidi e disagio”, dichiara il 12 maggio il capogruppo di M5S alla Camera Vito Crimi dribblando ancora il tema all’insegna del benaltrismo. “Quello che riteniamo fondamentale – spiega Giulia Di Vita – è riuscire a far partecipare tutti i cittadini a una decisione di questo tipo e lo strumento migliore è il referendum”. Insomma, i parlamentari – eletti per decidere – rimettono di volta in volta le questioni ai cittadini pur di non assumersi la responsabilità. Non vengono lasciati spiragli alle speranze: “Non abbiamo né spazio, né lavoro”, risponde a Le Monde Grillo dicendo di non essere d’accordo nel dare la nazionalità italiana “a ogni persona nata in Italia”, con un’argomentazione in stile “non possiamo accogliere tutti” cara alla destra.

Il partito “opportunista”

Quello che ci propinano è un pastrocchio all'italianaBeppe Grillo

Nel frattempo i progetti di legge vanno avanti. Il 13 ottobre 2015 alla Camera passa il testo sullo ius soli temperato e il M5s si astiene, mentre Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega votano contro. Da allora in poi, il ddl si ferma e la sua trattazione al Senato non viene affrontata fino al 2017. “Sullo ius soli la nostra posizione è sempre la stessa”, scrive sul blog Grillo il 27 febbraio Grillo rilanciando il messaggio del 2013. Dal centrodestra lo attaccano. Lucio Malan lo ritiene “complice” del Pd (20 marzo) e critica “la consueta ambiguità e ipocrisia di Beppe Grillo e M5s” (22 aprile), Fedriga che contesta le “due facce” e Matteo Salvini associa grillini e dem: “Il Pd pensa di portare in Parlamento fra dieci giorni la cittadinanza ai figli degli immigrati, e i Cinque stelle sono contenti”, dice il 6 giugno. 

Il 14 di quel mese, il movimento decide di non decidere. Sullo ius soli, “quello che ci propinano è un pastrocchio all'italiana (...). Concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve essere preceduto da concertazione con gli stati dell'Ue, per avere regole uniformi. Per questi motivi il M5s, coerentemente con quanto già fatto alla Camera, sullo ius soli esprimerà voto di astensione”. “Per chiarire: astensione al Senato è voto contrario. Quindi Grillo e M5s votano come la Lega contro lo ius soli, una legge di civiltà”, twitta Anna Finocchiaro, ministra per i Rapporti con il Parlamento. Per Maurizio Gasparri (Forza Italia) “il fatto di astenersi sul testo di legge ma di non aver apertamente condannato lo ius soli è un escamotage e una scelta di comodo che non tradisce, e anzi conferma, la loro politica terzomondista”. Allora, per dirla con l'ex parlamentare M5S Luis Alberto Orellana, “il Movimento è diventato un partito opportunista”

Roberto Fico cerca di metterci una pezza: “Un bambino è giusto che dove nasce abbia quella cittadinanza, ma va fatta una cosa seria, ordinata e fatta con il resto dell'Unione europea – spiega –. Per me non c'è destra e non c'è sinistra nel M5s, ma c'è solo di guardare i provvedimenti e capire se siano buoni o no”. “Noi sullo ius soli manteniamo un approccio pragmatico cercando di non cadere in una trappola ideologica che serva alla destra e alla sinistra a sollecitare il proprio elettorato a ritrovare una caratterizzazione politica che possa illuder gli italiani che votando in un modo o nell'altro si possa ottenere un dato effetto”, è la supercazzola del senatore M5s, Maurizio Buccarella il 15 giugno, giorno della prima discussione al Senato.

Votata alla Camera, nel 2017 la riforma era a un passo dall'approvazione, ma in estate c'è stato un duro scontro politico

Assaggi gialloverdi

Casaleggio e Salvini fanno prove di alleanza sullo ius soliAndrea Marcucci - Pd

In quello stesso giorno La Repubblica rivela che il leader della Lega Matteo Salvini avrebbe incontrato Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, fondatore con Grillo del M5s. È un caso mediatico-politico, i protagonisti smentiscono e annunciano querele, ma si intravedono gli scenari futuri. “Casaleggio e Salvini fanno prove di alleanza sullo ius soli”, nota il senatore del Pd Andrea Marcucci. “Ci pare dunque giusto che Di Maio, o chi per lui, renda esplicito che la sintonia con la Lega non si limita ai migranti e allo ius soli ma è così profonda da rendere possibile un matrimonio”,  dice Alessia Morani, deputata dem.

È vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economicaBeppe Grillo

Il 17 giugno torna Grillo per dire che “sullo ius soli il M5s si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato” perché la riforma della cittadinanza è un “pastrocchio invotabile”: “È vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica”, prosegue. Il post è musica per le orecchie della destra e così Giorgia Meloni rivolge un invito ai grillini: “Se il M5s, che ha sostituito tutti i provvedimenti della sinistra in tema di immigrazione e quindi è responsabile di questa situazione esattamente quanto Renzi, ha cambiato idea siamo contenti e lo dimostri. Scendano in piazza con noi martedì 20 alle 16.30 davanti al Senato a manifestare contro la legge sullo ius soli ed eventualmente raccolgano con noi le firme per un referendum abrogativo della legge”.

Il giorno della manifestazione, Grillo affida ancora al suo blog i suoi diktat: “C'è solo una cosa da fare: fermarsi e chiedere un orientamento alla Commissione Ue, coinvolgere nel dibattito anche il Parlamento europeo e il Consiglio. In tutta l'Ue – prosegue – la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso lo ius sanguinis” e da nessuna parte in Europa “esiste lo ius soli puro”, che però non esisterebbe neanche in Italia, stando alle proposte sul tavolo. Da Bruxelles, gli risponde il commissario europeo alle Migrazioni e agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, ricordando che il tema è “chiaramente una competenza nazionale”: “L'Ue non ha voce capitolo su questa materia” perché “non c'è infatti alcuna legge dell'Unione che dica dopo quanti anni, o a quali condizioni, uno Stato membro debba concedere la cittadinanza”. Ancora una volta, Grillo non azzecca.

Elezioni 2020: Salvini e la campagna Fb anti-migranti (ma solo nelle regioni al voto)

Di Maio dimentica la proposta del 2013

I miei amici del Movimento hanno detto che al Senato si asterranno sullo ius soli. L'astensione è molto democristianaAntonio Di Pietro - Fondatore Italia dei valori

La discussione della proposta di legge sullo ius soli temperato viene rinviata alla metà di luglio e poi in autunno. Di Maio è contento: “Avremo più tempo per abolire i vitalizi”. E ancora cambia tema, come nota Fabio Rampelli (FdI): “Appare sempre più evidente che il M5s parli di vitalizi perché non può parlare di altro. Appena i temi più scottanti assumono la ribalta, ius soli, immigrazione selvaggia, disoccupazione giovanile, Bolkestein, campi nomadi, si rifugia nell'unica cosa che non spacca il suo elettorato: l’antipolitica”.

A settembre il centrosinistra cerca di riprendere il tema. “Va affrontato a livello europeo. Chi diventa cittadino italiano diventa cittadino europeo, quindi il tema della cittadinanza va affrontato con una disciplina unica”, ripete a pappagallo Di Maio, dimenticando quanto affermato dal commissario europeo pochi mesi prima. “L'aspirante presidente del Consiglio non ci pensa due volte ad abbandonare i suoi principi – lo striglia Emanuele Fiano, deputato del Pd –. Infatti, nel giugno del 2013 il Movimento 5 Stelle presentò una proposta di legge (a.c. 1204) per introdurre una versione dello ius soli, firmata da tutti i principali dirigenti del Movimento 5 Stelle, dunque anche da Luigi Di Maio oltre che da Alessandro Di Battista”. La loro proposta non era poi così diversa da quelle discusse in parlamento. Ma il M5s mantiene l’intenzione di astenersi.

Si lascia dunque senza risposta la domanda, proveniente da oltre ottocentomila minori, del riconoscimento della piena titolarità di doveri e dirittiLuigi Manconi - Senatore Pd

Uno dei primi politici italiani a guardare ai grillini con simpatia, Antonio Di Pietro, dà loro una lezione di politica: “Ieri ho sentito al telegiornale che i miei amici del Movimento hanno detto che al Senato si asterranno sullo ius soli. L'astensione è molto democristiana”. Usa un aggettivo che richiama alla vecchia politica della Prima repubblica, tanto detestata dai grillini. “Se dentro un Parlamento c'è una discussione, devi prendere una decisione anche a maggioranza. Potrebbero farlo decidere con una votazione su Rousseau ma a mio avviso quando si è dentro al Parlamento, ognuno quando schiaccia il bottone deve dar retta alla sua testa e non obbedendo. Visto che l'astensione al Senato vale no, scrivi no ma non astenerti”.

Non è una legge che porta consenso elettorale, ma è giusta. (...) È una legge che avete proposto voi nel 2013. Cosa non si fa pur di guadagnare qualche votoFrancesco Russo - Senatore Pd

Il 23 dicembre la riforma affonda anche per merito del M5s. “Oggi avete contribuito a far mancare il numero legale sullo ius soli (in realtà è uno ius culturae), affossando definitivamente la legge. Forse avevate fretta di tornare a casa: più probabilmente l'avete fatto per convenienza. Perché non è una legge che porta consenso elettorale, lo sappiamo. Ma è una legge giusta. Su cui la destra ha fatto una campagna vergognosa raccontando bugie ai cittadini. Non regala la cittadinanza ai migranti clandestini: lo sapete bene anche voi. È per i figli di chi risiede regolarmente in Italia da almeno tre anni. Ma soprattutto è una legge che avete proposto voi nel 2013. Cosa non si fa pur di guadagnare qualche voto”, si sfoga su Facebook il senatore Francesco Russo. “Grazie al Movimento 5 stelle, che ha fatto mancare il numero legale, si è interrotta la discussione appena avviata sul provvedimento in materia di cittadinanza – afferma il senatore del Pd Luigi Manconi –. Si lascia dunque senza risposta la domanda, proveniente da oltre ottocentomila minori, del riconoscimento della piena titolarità di doveri e diritti”. Di Maio prosegue per la sua strada: “Noi non abbiamo partecipato a una messa in scena politica, è stato strumentalizzato per tutta la legislatura un tema come lo ius soli che secondo noi va affrontato a livello europeo. Oggi la nostra priorità è il sostegno al reddito degli italiani”. 

Conte apre, ma Di Maio fa lo gnorri...

Questo governo non è nel contratto di governo ma voglio e auspico che si avvii nel Paese (...) una riflessione serenaGiuseppe Conte - Presidente del Consiglio 2018-21

Nel 2018, dopo le elezioni politiche, il M5s ottiene una maggioranza che non basta a dare la fiducia a un governo monocolore. Come previsto da alcuni, il M5s e la Lega stringono un’alleanza che porta al primo governo guidato da Giuseppe Conte. Il centrosinistra, all’opposizione, rilancia e presenta alcune due ddl per riformare la legge sulla cittadinanza ancora con lo ius soli temperato. Il 23 ottobre alla commissione Affari costituzionali della Camera comincia l’iter della proposta presentata da Laura Boldrini. Interpellato dall’Ansa, Roberto Speranza (Liberi e uguali) si appella ai grillini perché compiano “un atto di autonomia dalla Lega e voti la legge”. Passano mesi e Di Maio continua a schivare il tema. Questa volta, in una posizione di potere, usa un’altra argomentazione.

È il 20 marzo 2019: un uomo, italiano di origini senegalesi, sequestra un pullmino con dei bambini a San Donato (Milano) e Rami, un bambino di origine straniera, telefona di nascosto ai carabinieri e mettendo in moto i soccorsi. Si pensa di concedergli la cittadinanza: “Stiamo parlando di un singolo caso, non approfittiamo in modo strumentale per aprire una prospettiva più ampia”, dichiara Conte a Bruxelles. Ma allargare la questione e rilanciare la riforma della legge sulla cittadinanza? “Non è nel contratto”, quello di governo e dell’alleanza tra M5s e Lega: “Sullo ius soli Di Maio non ha il coraggio di osare e di scontentare il proprio alleato della Lega. Eppure sono convinto che molti elettori dei M5s vorrebbero uno ius soli temperato come noi del Pd avevamo proposto nella scorsa legislatura”, lo stuzzica il senatore del Pd Edoardo Patriarca. Speranza ricorda che spetta alle Camere fare le leggi: “C'è una proposta in Parlamento che è già incardinata in commissione e il nostro auspicio è che arrivi in aula nel più breve tempo possibile”. Il 29 marzo, da Assisi, Conte traccia una linea: “Questo governo non è nel contratto di governo ma voglio e auspico che si avvii nel Paese, nelle sedi opportune, in questo caso quella parlamentare, una riflessione serena, non emotiva, dove si può valutare la prospettiva di una nascita sul territorio italiano che deve essere collegata a un percorso di integrazione serio”.“Non comprendo tutto questo trambusto dietro le dichiarazioni del presidente del Consiglio – sbotta Di Maio –. Conte ha specificato che lo ius soli non è nell'agenda di governo (...). La riflessione auspicata dal premier riguarda una sua sensibilità. Legittima, per carità, ma personale”. Il centrodestra reagisce, fa subito sentire la sua contrarietà e la questione si chiude.

Riforma della cittadinanza, tre leggi al palo

...anche con gli alleati di centrosinistra 

Ma nell'estate 2019 il contesto politico cambia, Salvini prova la spallata a Conte, ma resta con cerino in mano. Cambia la maggioranza, il M5s stringe un’alleanza con Pd e Leu e nasce il Conte II. Il 17 novembre da Bologna Nicola Zingaretti, segretario del Pd, rilancia una serie di proposte del Partito democratico tra cui anche la riforma della legge sulla cittadinanza: “Ci batteremo con i gruppi parlamentari per far approvare lo ius culturae e ius soli, certo che lo faremo”. “Col maltempo che flagella l'Italia, il futuro di 11 mila lavoratori a Taranto in discussione, qui si parla di ius soli  – commenta Di Maio –: sono sconcertato". “A molti esponenti dei 5Stelle sembrerà impossibile – risponde a distanza Andrea Orlando, vicesegretario del Pd –. Ma noi riusciamo a pensare anche due cose nello stessa giornata”. “Non si comprende quale sia la relazione tra una battaglia giustissima, in cui il Pd crede profondamente - il diritto di cittadinanza dei bambini nati in Italia da stranieri regolarmente soggiornanti - e i tragici effetti del maltempo di questi giorni – nota Monica Cirinnà, senatrice dem –. Sapevamo che il populismo di M5s è spesso alimentato da un benaltrismo fuori luogo. Nessuno ostacolerà il governo nel soccorso alle popolazioni alluvionate: cio' non toglie che nel frattempo il Parlamento possa lavorare a un accordo serio per ottenere un risultato sacrosanto che riguarda i diritti dei più deboli”.

Da allora, però, il testo si è arenato alla commissione Affari costituzionali, nella sua fase esplorativa. Dopo alcune audizioni, la trattazione non è proseguita. Soltanto il 23 settembre 2020, sull’onda del caso Suarez (il calciatore uruguayano che ha sostenuto un esame italiano "facilitato" per poter ottenere la cittadinanza ed essere schierato con facilità dalla Juventus, squadra che era intenzionata ad acquistarlo), Conte abbozza un timido: “Ci rifletteremo”. Nel giro di pochi mesi, però, la sua esperienza a capo dell'esecutivo si chiude. La legislatura prosegue, le proposte di legge restano sul tavolo.

Leggi la prima parte - Quando Fini voleva lo ius soli temperato
Leggi la seconda parte - Col precario governo Monti, Riccardi spinge per lo ius culturae
Leggi la terza parte - L'impegno di Kyenge, spauracchio della destra
Leggi la quarta parte - Renzi rilancia, ma alla fine molla
Leggi la quinta parte - Terrorismo e sostituzione etnica: gli argomenti della destra

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