24 giugno 2017, Roma: i militanti di Casapound manifestano contro lo ius soli accostandolo impropriamente agli attentati terroristici in Europa (Ansa)
24 giugno 2017, Roma: i militanti di Casapound manifestano contro lo ius soli accostandolo impropriamente agli attentati terroristici in Europa (Ansa)

Terrorismo e sostituzione etnica, i falsi argomenti della destra contro la riforma

Durante gli anni degli attentati in Europa, i politici conservatori hanno usato questa paura per fermare lo ius soli. Tra i temi utilizzati c'è anche il piano Kalergi, una teoria del complotto diffusa tra i sovranisti

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

11 febbraio 2021

CITTADINANZA, COSÌ LA POLITICA AFFONDA LA RIFORMA DA PIÙ DI DIECI ANNI 5/6 - Negli ultimi giorni Mario Draghi sta tenendo le sue consultazioni con le forze politiche e sociali in vista della creazione di un nuovo governo. Le formazioni hanno posto all'attenzione di Draghi alcuni punti del loro programma. Per alcune di loro, tra cui il Partito democratico, tra le proposte irrinunciabili c'è quella della riforma della cittadinanza con l'introduzione dello ius culturae. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, sostiene lo ius soli. Su questo tema la Lega di Matteo Salvini avrebbe posto il suo veto. È la riproposizione di un dibattito politico (e di una contrapposizione) che va avanti da più di dieci anni senza alcuna evoluzione sostanziale. lavialibera propone una serie di articoli per ripercorrere le tappe di questa mancata riforma tra le proposte parlamentari e i falsi argomenti (ricorrenti) degli oppositori.

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Terrorismo, invasione dei migranti, pulizia etnica. Tra gli argomenti più ricorrenti degli oppositori alla riforma della cittadinanza, oltre al benaltrismo, ce ne sono alcuni che fanno leva sulle paure degli elettori. D’altronde le discussioni sullo ius soli avvengono in un periodo caratterizzato dagli attentati dell’Isis in Europa e dagli sbarchi di migranti partiti dalla Libia, che i politici di centrodestra sfruttano per bloccare le proposte. 

Le stagioni del terrore

Ogni atto terroristico è buono per contestare la riforma sulla cittadinanza. “Proprio ieri in commissione Affari costituzionali la presidente ha annunciato di voler riprendere l'esame dello ius soli”, dice Calderoli dopo la strage di Nizza.

Il 7 gennaio 2015 a Parigi alcuni terroristi islamici compiono una strage all’interno della redazione di Charlie Hebdo, settimanale satirico, e in un ipermercato che vende prodotti kosher, realizzati secondo le regole ebraiche. L’Europa entra in un periodo di terrore sull’onda dei successi bellici dello Stato islamico (Isis) nel Medio Oriente. Periodicamente, gli attentati si ripetono a Parigi, Bruxelles, Londra, poi ancora Nizza, Berlino. La paura del terrorismo islamico entra nel dibattito italiano e le destre lo utilizzano per ostacolare la riforma alla cittadinanza. Un primo esempio arriva il 19 maggio 2016, giorno dell'incidente aereo del volo Egyptair Parigi-Il Cairo, le cui cause non sono ancora state accertate. “Ho ancora negli occhi Parigi, Bruxelles, gli stupri di Colonia e non capisco cosa aspetti l'Europa a intervenire con durezza per estirpare questi delinquenti. Bisogna fare il massimo sforzo militare per combattere sul campo il terrorismo e poi occorre controllare le frontiere e rallentare su questioni delicate come lo ius soli”, dice il leader della Lega, Matteo Salvini. Da allora, terrorismo e riforma della cittadinanza vengono legati. 

Tra i più loquaci sostenitori del legame tra ius soli e terrorismo c’è il senatore leghista Roberto Calderoli quello che, dopo aver mostrato una maglietta anti-islam in tv, ha provocato una violenta protesta fuori dal Consolato italiano di Bengasi, in Libia, nel 2006. Ogni atto terroristico è buono per contestare la riforma sulla cittadinanza. Il 14 luglio 2016 a Nizza, in occasione della festa nazionale francese, un attentatore alla guida di un camion si lancia sulla folla che assiste alle celebrazioni: “Quello che ancora mi fa più rabbia è che proprio ieri in commissione Affari costituzionali la presidente abbia annunciato di voler riprendere l'esame di una proposta di legge già approvata dalla Camera, e che da quasi un anno riesco a tenere ferma, definita ius soli”. Il 31 luglio un giovane pakistano residente in provincia di Bergamo viene espulso per presunti piani terroristici. Era uno dei giocatori di cricket che nel 2009 avevano vinto il titolo europeo con la nazionale italiana ritenuti esempio di integrazione e Calderoli ci tiene a ricordarlo il 3 agosto: “Dovrebbe far riflettere tutti quelli che vogliono modificare l'attuale normativa sulla cittadinanza per accelerarla attraverso l'inserimento di uno ius soli temperato e dello ius culturale”.

La Nazionale italiana Under-15 di cricket diventa un simbolo di integrazione per i promotori della legge Granata-Sarubbi

Come Molenbeek

Ius soli e immigrazione senza freni sono un oggettivo aiuto ai terroristi islamici per ottenere i loro obiettiviLucio Malan - Forza Italia

A metà ottobre 2016 Matteo Renzi e ilPartito democratico cercano di portare avanti la discussione della riforma arenata al Senato dopo l’approvazione della Camera un anno prima: “Renzi spinge per questo provvedimento inutile, che non serve all'Italia, e rischioso, pensando agli esempi della Francia o del Belgio, pensando a quanto è accaduto in termini di sicurezza con questi ragazzi cui è stata regalata una cittadinanza che non sentivano loro, pensando a quanto accaduto di recente nelle banlieue, a Molenbeek ecc”, dichiara ancora Calderoli il 12 ottobre. Molenbeek, il quartiere di Bruxelles dove vivevano alcuni terroristi che hanno colpito a Parigi il 13 novembre 2015 e nella capitale belga il 22 marzo 2016, diventa un emblema. “Il modello di integrazione della facile cittadinanza ha fallito miseramente – dice Massimiliano Fedriga (Lega) –. Ne sono un esempio le banlieue parigine e il quartiere Molenbeek di Bruxelles”.

L'argomento “terrorismo” in chiave anti-riforma piace anche a quella che dovrebbe essere la destra più moderata di Forza Italia. L’utilizza, ad esempio, Lucio Malan: “Ius soli e immigrazione senza freni sono un oggettivo aiuto ai terroristi islamici per ottenere i loro obiettivi”, cioè “instaurare la legge islamica in Europa”. Il pretesto della dichiarazione di Malan è un episodio avvenuto a Londra il 3 giugno 2017. Tra i protagonisti, un uomo con passaporto italiano. Anche il collega Maurizio Gasparri se ne serve: “Ai fautori della cittadinanza facile per gli immigrati suggeriamo qualche riflessione sulla vicenda di Youssef  Zaghba, il terrorista di cittadinanza italiana che ha fatto parte del commando che ha colpito e segnato morte a Londra. Un cittadino italiano, figlio di un marocchino e di un'italiana, noto alle forze di sicurezza”. Per questa ragione “la vicenda di Zaghba ci offre ulteriori elementi per bloccare la legge sullo ius soli”. Poco importa che abbia ottenuto la cittadinanza tramite la madre italiana in base allo ius sanguinis.

Spagna, Finlandia e il tempismo di Gentiloni

Dopo quello che è successo a Barcellona e in Finlandia rilanciare lo ius soli suona come un pericoloso azzardoLorenzo Fontana - Lega

Il 17 agosto 2017, in un’estate di grandi discussioni intorno alla riforma della cittadinanza, a Barcellona e poi a Cambrils un uomoe i complici fanno 16 vittime. Il 18 agosto a Turku, in Finlandia, un 18enne marocchino richiedente asilo uccide due persone. “Nemmeno di fronte al sangue innocente causato dai terroristi islamici, che vanno solo sterminati, il Pd è capace di avere un sussulto di dignità e di serietà – afferma il 19 agosto Tony Iwobi, primo senatore di origine africana, commentando alcune recenti dichiarazioni di Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, sull'intenzione di proseguire la riforma della cittadinanza –. Ancora invasione di finti profughi e avanti con l'assurda e incomprensibile legge sullo ius soli”. “Dopo quello che è successo a Barcellona e in Finlandia rilanciare lo ius soli suona come un pericoloso azzardo”, tuona l'eurodeputato Lorenzo Fontana. “Mentre l'Europa è sotto attacco da parte di fondamentalisti islamici, il premier Gentiloni che fa? Rilancia con la scellerata proposta dello ius soli e con la becera retorica dei muri brutti e cattivi”, dichiara la deputata di Forza Italia Sandra Savino. Il giorno dopo Libero titola in prima pagina “Gentiloni premia i terroristi: cittadinanza a tutti” e pubblica l'editoriale di Pietro Senaldi, “Tagliagole benvenuti”.

Nel 2014 Renzi rilancia la riforma, ma dopo l'ostruzionismo della destra nel 2017 molla

La "sala parto"

Se introduciamo il criterio dello ius soli, ossia l'automatica cittadinanza italiana per chiunque nasca sul nostro territorio, rischiamo di trasformare l'isola di Lampedusa o il porto di Ancona o la stazione di Trieste nelle succursali della più clamorosa clinica ostetrica d'Europa.Francesco Rutelli - Politico di centrosinistra

Paradossale, ma è così. Il primo politico a parlare di ius soli come mezzo per fare dell’Italia una sorta di enorme sala parto è stato un politico di centrosinistra. Il 22 febbraio 2012, in un'intervista a Il Giornale, l'ex sindaco di Roma ed ex ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli si diceva contrario alla riforma della cittadinanza dimostrando di aver capito ben poco del funzionamento dello ius soli temperato. Rutelli sosteneva che se si potesse acquisire la cittadinanza “con la stessa facilità con cui si comprano le figurine all’edicola”, allora l'Italia sarebbe diventata la “più clamorosa clinica ostetrica d’Europa”. A usare questa immagine, dopo di lui, sono stati tanti, tutti a destra. 

Il 13 maggio 2013 Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) teme il pericolo di “far diventare l'Italia una specie di calamita per le partorienti clandestine da ogni parte del mondo”. “Se dovesse passare lo ius soli l'Italia e tutti gli avamposti del problema immigrazione, come Crotone vista la presenza del Cara, diverrebbero la 'sala da parto' dell'Africa”, sostiene il 19 agosto 2013 Davide Pirillo, segretario di Forza Nuova della Calabria. Anche un politico più moderato come Fabrizio Cicchitto il 4 gennaio 2014 afferma che “alcune posizioni estremiste della sinistra vorrebbero trasformare l'Italia in una sorta di sala parto”. Il vicepremier Angelino Alfano il 12 gennaio dice che “l'Italia non può diventare una sala parto per ottenere la cittadinanza”. Il 19 giugno 2017, nei giorni caldi del dibattito al Senato, La Russa sostiene che la riforma è "una legge per fare da un lato un potente 'tam tam' affinché l'Italia sia la sala-parto dell'Africa (puerpere clandestine di tutto il mondo unitevi e venite a partorire in Italia)”. Anche il leader della Lega, Salvini, usa questa immagine: “Non dobbiamo diventare la sala parto dell'Europa”, dice il 3 settembre 2017.

La sostituzione dei popoli

Moltissimi politici di destra ed estrema destra temono che lo ius soli possa trasformare l'Italia in un Paese africano o musulmano

Tutto questo discorso sembra un preambolo per altro. Lo rende esplicito Fn, secondo la quale Cécile Kyenge “si pone come obiettivo principale la pulizia etnica del popolo italiano e la sua sostituzione con i 'migranti'”, perché lo ius soli “darebbe il via alla sostituzione etnica del nostro popolo”, si legge in una nota del 29 agosto 2013. “Lo ius soli in Italia non lo accetto, è una sostituzione di popoli, una immigrazione programmata”, dichiara il 3 dicembre 2014 Salvini. “Io sono convinto che sia in corso un’operazione di razzismo e di pulizia etnica nei confronti di chi è nato qua, un tentativo di sostituzione dei popoli”, rilancia a Radio Padania il 16 febbraio. Secondo il leader della Lega, dietro ci sarebbe l’Europa che “sta coordinando” l’operazione. Per Lorenzo Fontana, la riforma “è il cavallo di troia per la sostituzione dei nostri popoli che rischiano la colonizzazione nel giro di una generazione”, dice il 12 ottobre 2016. 

La sostituzione etnica è un concetto molto caro ai sovranisti europei, tra i quali si è diffusa una teoria del complotto, quella del cosiddetto “piano Kalergi”. Si tratterebbe di un piano realizzato da un filosofo aristocratico austro-giapponese, Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, per sostituire la popolazione europea con popoli africani e asiatici e farne un popolo senza identità facilmente governabile da certe élite. Questa teoria trova un terreno fertile prima in Francia, negli ambiente del Front National, e poi in Italia, sia tra i movimenti di estrema destra come Casapound e Forza Nuova, sia nei partiti.

Il cosiddetto ius soli non sarà nient'altro che l'ennesimo incentivo ad aumentare gli ormai insostenibili flussi migratori verso l'Italia. Che tutto questo possa essere applicato anche a dei bambini innocenti, non fa che rendere ancora più odiosa questa autentica tratta di schiavi che punta alla sostituzione etnica del nostro popoloGianni Alemanno e Francesco Storace

Così quando nel 2017 il ddl che riforma la cittadinanza già approvato alla Camera viene messo nell’agenda del Senato, le destre si rianimano. “Il cosiddetto ius soli non sarà nient'altro che l'ennesimo incentivo ad aumentare gli ormai insostenibili flussi migratori verso l'Italia. Che tutto questo possa essere applicato anche a dei bambini innocenti, non fa che rendere ancora più odiosa questa autentica tratta di schiavi che punta alla sostituzione etnica del nostro popolo”, sostengono il 30 maggio Gianni Alemanno e Francesco Storace, fondatori del  Movimento nazionale. “Lo ius soli serve solo a questo, ad accelerare la 'sostituzione etnica' in corso in Italia”, dice Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord. Secondo Malan (Forza Italia), “il Pd, con chi lo sta sostenendo sul cosiddetto ius soli, sta apertamente violando la Costituzione pur di arrivare all'approvazione di una legge sciagurata, volta alla sostituzione etnica degli italiani con gli stranieri nel giro di pochi decenni”. “Disastrosi i dati sulla demografia dell'Istat – scrive su Facebook Giorgia Meloni il 13 giugno –: per il secondo anno consecutivo i bambini nati in Italia sono stati meno di 500 mila. A questa sciagura si aggiunge l'esodo di oltre 76mila nostri concittadini che non risiedono più qui ma se ne sono andati all'estero. Di fronte a questo quadro desolante le uniche risposte dei governi di sinistra sono: finanziare l'invasione per sostituire gli italiani con gli immigrati e regalare la cittadinanza con lo ius soli”. Il 27 giugno Gasparri sostiene che è “in atto una vera e propria sostituzione etnica confermata anche da follie come lo ius soli”. La “sostituzione etnica – diceva Calderoli il 6 luglio – sta già avvenendo: negli ultimi due anni 385 mila nuove cittadinanze, 385 mila nuovi italiani, a fronte di più di 200mila nostri ragazzi espatriati in cerca di lavoro”.

Forza Nuova preferisce che le cittadinanze onorarie vengano concesse a un morto, Benito Mussolini, anziché ai nuovi nati di origine straniera. Il 22 novembre 2017 a Lucca il sindaco conferisce 38 cittadinanze simboliche a bimbi nati da genitori stranieri: “Non è altro che un grimaldello propedeutico alla sostituzione etnica programmata con lo ius soli”, spiega il segretario provinciale di Fn Giovanni Damiani per il quale “l'unica cittadinanza onoraria semmai spetterebbe a Sua Eccellenza Benito Mussolini”.

La “sostituzione etnica” avvicinerebbe Italia e Africa. Il 6 giugno 2012 il leghista Marco Maggioni sostiene che accettare lo ius soli “significa aprire indiscriminatamente le frontiere con l'obiettivo di trasformare l’Italia in un Paese africano”. Nel 2015 il deputato leghista Cristian Invernizzi afferma che “il Pd prepara il cavallo di troia per l'africanizzazione forzata del paese”. Quando il testo viene approvato dalla Camera in autunno, Salvini teme che tutti i nuovi cittadini siano tutti automaticamente musulmani: “Regalano migliaia di cittadinanze a caso, anche a culture incompatibili perché un certo tipo di Islam è incompatibile con la nostra cultura, con il nostri diritti, con la nostra tolleranza”. Quando nel luglio 2017 riparte la discussione al Senato, Gasparri spiega che “vogliono l'islamizzazione del nostro Paese regalando la cittadinanza”. Come se tutti gli stranieri in Italia fossero africani o musulmani.

Leggi la prima parte - Quando Fini voleva lo ius soli temperato e i suoi alleati no
Leggi la seconda parte - Col precario governo Monti, Riccardi spinge per lo ius culturae

Leggi la terza parte - L'impegno di Kyenge, spauracchio della destra
Leggi la quarta parte - Renzi rilancia, ma alla fine molla
Leggi la sesta parte - L'ignavia di Grillo e i flirt con la Lega: il M5s schiva il tema 

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