Credits: Cdc, Unsplash
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Più scuola, per tutte e tutti

Bisogna avviare un dibattito pubblico per individuare un grande progetto di istruzione e formazione in cui tutto il Paese possa credere

Maria Chiara Acciarini

Maria Chiara AcciariniPreside e sottosegretaria al Ministero della famiglia nel II Governo Prodi

7 luglio 2020

Penso che quanto è accaduto abbia permesso agli italiani di capire che la nostra vita è basata su due grandi capisaldi che vanno tutelati: la sanità e l’istruzione. Non è stato subito chiaro quanto sia importante e necessaria la scuola pubblica tuttavia, in questi mesi, molti hanno rivalutato o meglio compreso la funzione della scuola. Da luogo considerato, spesso, solo come uno spazio da attraversare sbrigativamente, magari annoiandosi, addirittura da subire, la scuola è diventata un luogo in cui si desidera andare. Bambini e ragazzi vogliono tornare in classe e i loro genitori sperano di poterceli riportare presto.

Non basta ragionare sul sapere che serve: si deve puntare sul sapere che fa crescere

C’è stata, conseguentemente, un’assunzione di responsabilità da parte del Paese nei confronti della scuola? Speriamo di sì. A questa nuova consapevolezza dovrebbe seguire la destinazione di maggiori risorse economiche individuate, innanzitutto, nel bilancio dello Stato, senza dimenticare che una parte non trascurabile potrebbe provenire da programmi europei che chiederanno di coniugare la percezione dei fondi con progetti riformatori. 

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