La fuga negli Usa del quieto netturbino che medita vendetta

Il romanzo "Fratello buono", scritto da Chris Offutt, è del 1997, ma l'attualità dei problemi che narra è impressionante: un tassello fondamentale per capire gli Stati Uniti

Serena Aimasso

Serena AimassoLibraia alla libreria Milton di Alba

15 gennaio 2021

Questa è la storia di una vendetta; o meglio, è la storia di come il personalissimo destino di ognuno forse venga già cucito addosso, ancor prima di venire al mondo, dal posto in cui si nasce, dalle persone che si hanno intorno, dai discorsi che si sentono fare al bar, per le strade, a scuola. Fratello buono, romanzo di Chris Offutt edito da Minimum fax, è la storia di Virgil Caudill, un uomo tranquillo che vive nel cuore del Kentucky, che non ha grilli per la testa, che svolge con diligenza il lavoro di netturbino, ha una fidanzata con la quale probabilmente si sposerà e farà dei figli, una madre e una sorella che visita regolarmente. Ama la natura, ascoltarne i rumori, rifugiarvisi per cercare la pace; non sente il bisogno di lottare per un’idea o per una causa, ha accettato le regole del gioco a prescindere, resta nei bordi, si attiene ai piani. E però Virgil ha anche un fratello, Boyd, morto ammazzato in una rissa da qualcuno che tutti conoscono. La morte violenta e soprattutto il fatto che l’intera piccola comunità conosca l’identità dell’assassino, e gliela ricordi ad ogni occasione, sono i detonatori di questo romanzo. Ci sono posti, e qui davvero le latitudini contano poco, in cui il sangue si lava con il sangue.

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