La cupola del Parlamento federale tedesco, simbolo di trasparenza. Credits: Ricardo Gomez Angel
La cupola del Parlamento federale tedesco, simbolo di trasparenza. Credits: Ricardo Gomez Angel

Covid ha ucciso la trasparenza

Sulla carta il Governo si è impegnato a garantire massima accessibilità ai dati sulla gestione della pandemia. Nella realtà, il commissario Arcuri promette, ma poi disattende

Leonardo Ferrante

Leonardo FerranteReferente Anticorruzione civica Gruppo Abele e Libera

15 gennaio 2021

"La trasparenza e l'accessibilità dei dati siano al centro della strategia di gestione del rischio pandemico". Sulla carta, questo è l'impegno del Governo consegnato a un documento di indirizzo datato ottobre. Una necessità più volte ribadita anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante le dirette streaming che nei mesi scorsi sono diventate un rito serale. Peccato che i proclami non coincidano con quanto succede in pratica. Lo mostrano i dati contenuti nel dossier InSanità. L'impatto della corruzione sulla nostra salute, presentato da Libera e lavialibera: al 17 novembre erano stati 14 i miliardi di euro messi al bando per far fronte alla crisi sanitaria causata dall'emergenza Covid-19. Ma le stazioni appaltanti hanno comunicato all'Autorità nazionale anti-corruzione (Anac) solo gli importi aggiudicati per 5,55 miliardi. Questo significa che non abbiamo alcuna traccia del 60 per cento dei fondi.

Da mesi Openpolis, fondazione che promuove progetti per l'accesso alle informazioni pubbliche, chiede la pubblicazione di tutti i contratti stipulati dalla struttura commissariale per l'emergenza guidata da Domenico Arcuri che è diventata una delle amministrazioni più coinvolte nell'acquisizione delle forniture per il covid, insieme alla centrale acquisti della pubblica amministrazione (Consip) e alla protezione civile. Arcuri promette, poi disattende. Una parziale (e tardiva) risposta è arrivata a metà novembre, quando sono state rese disponibili alcune informazioni richieste, con molti limiti.

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