Roma, 14 settembre 2020. D. Stinellis/Ap
Roma, 14 settembre 2020. D. Stinellis/Ap

Ragazzi, a che serve la scuola?

Mentre la scuola procede tra mille difficoltà, tutti si esprimono e tutti hanno un'opinione in merito: ma studentesse e studenti che la vivono ogni giorno, cosa ne pensano?

Francesca Dalrì

Francesca DalrìRedattrice lavialibera

3 novembre 2020

C’è Gabriele che frequenta il quinto anno di un liceo scientifico palermitano e sogna «di cambiare qualcuno, qualcosa, forse il mondo, curando un individuo, o una società, diventando un medico o un magistrato». Per lui la scuola è «cultura, quindi potere nella vita, ma non sempre educazione civica. Amo la scuola, per i miei maestri delle elementari e per i valori che mi hanno insegnato – il rispetto, il gioco di squadra, l’impegno, l’assunzione di responsabilità – ma ci vorrebbero più controllo nelle periferie, insegnanti capaci e moralmente carichi, progetti e fondi».

A Milano ci sono Giulio e Giuliano che non sono d’accordo su nulla tranne che su una cosa: sognano un lavoro coerente con i propri studi e la sicurezza economica. Hanno appena cominciato il quarto anno del liceo classico, ma già si sentono in debito nei confronti dei propri genitori. «Quello che sentiamo al telegiornale non è per niente rincuorante – spiega Giuliano –. Vorrei che a scuola ci insegnassero cose utili come la gestione del patrimonio». «Non saprò mai cosa sia l’Iva o quando vada pagata l’Imu – gli fa eco Giulio –. Quando ho visto il foglio Excel della contabilità di mio padre mi sono spaventato». A Bari Giorgia, quasi diciottenne e «appassionata di cambiamento climatico», sogna di «lavorare al servizio della società dal punto di vista ambientale. La scuola serve a diventare cittadini, ma i programmi scolastici sono rigidi e non valorizzano le diverse intelligenze. Sarebbe bello se già alle superiori ragazze e ragazzi potessero approfondire le materie in base alla loro inclinazione». Della scuola le resterà il gioco di squadra «che solo qui impari, nonostante ti vogliano insegnare a essere il migliore. Ti trasmettono la competitività, ma poi nei compagni di classe trovi degli alleati».

La scuola è tornata a pieno regime, tra mille difficoltà. Tutti si esprimono e tutti hanno un’opinione in merito: ma studentesse e studenti che la vivono ogni giorno, cosa ne pensano? Glielo abbiamo chiesto all’uscita di varie scuole superiori, da Palermo a Milano. 

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