San Giuliano di Puglia, 3 novembre 2002. Le macerie della scuola in cui sono morte le vittime del sisma. R. Monaldo/LaPresse
San Giuliano di Puglia, 3 novembre 2002. Le macerie della scuola
in cui sono morte le vittime del sisma. R. Monaldo/LaPresse

Scuola, oltre sei miliardi di euro per evitare nuovi drammi

Gli edifici scolastici in Italia sono vecchi e hanno bisogno di una manutenzione urgente. Negli ultimi anni i governi hanno stanziato molte risorse, ma spesso si bloccano nei passaggi alle amministrazioni. Basta poco per trasformare le percentuali in tragedie

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

3 novembre 2020

Nei capoluoghi di provincia, quasi una scuola su tre ha bisogno di manutenzione urgente. Da anni i governi stanziano miliardi di euro per risolvere uno dei problemi più vistosi della scuola italiana, ma la questione resta aperta. A settembre, prima del rientro in classe, Legambiente ha rilanciato la questione edilizia scolastica anticipando il rapporto dell’Osservatorio ecosistema scuola: su 5.600 edifici nei capoluoghi di provincia, il 29,1 per cento necessita di manutenzione urgente. La Fondazione Agnelli, istituto di ricerca sull’educazione, ha calcolato che sui 36mila edifici censiti dall’Anagrafe dell’edilizia scolastica (Aes) nel 2016, l’8,6 per cento aveva problemi strutturali "importanti". Le percentuali, prese così, dicono poco. Occorre allora ricordare cosa significa mandare i propri figli in strutture non sicure. Nel 2002, a San Giuliano di Puglia (Campobasso), 27 bambini e un’insegnante sono morti per il crollo della scuola elementare nel corso di un terremoto: l’edificio, ristrutturato da poco, non era stato sottoposto al collaudo. Nel 2008, in un’aula del liceo Darwin di Rivoli (Torino), la caduta di un controsoffitto e di un tubo di ghisa ha provocato la morte del 17enne Vito Scafidi. Pochi mesi dopo, per il forte sisma in Abruzzo, sette studenti e un vigilante hanno perso la vita per il crollo della Casa dello studente all’Aquila, costruita con cemento scarso e una struttura debole. Basta poco per trasformare le percentuali in tragedie.

Il giornalismo che serve
nel mondo che cambia

Servono parole nuove per esprimere pensieri diversi. Serve schierarsi con coraggio per difendere la libertà. Serve stimolare la partecipazione per provocare cambiamenti duraturi.

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar