Il riscatto dei ragazzi di Mathare

In Kenya, in una baraccopoli da cinquecentomila persone in un'area di tre chilometri quadrati, i campetti da gioco della Whynot academy offrono ai ragazzi un bene prezioso: la possibilità di scegliere un futuro diverso

Monica Usai

Monica UsaiReferente del settore internazionale di Libera - area africana

10 settembre 2020

Mathare è una palestra di vita, una baraccopoli di cinquecentomila persone che convivono in un’area di tre chilometri quadrati. Uno degli slum più antichi della capitale Nairobi, in Kenya. Denominatore comune è la mancanza di accesso ai servizi di base come l’acqua e l’elettricità, a cui si accede informalmente seguendo le regole imposte dalla strada. A Mathare, però, non esiste solo la cronaca della violenza di bande criminali e forze dell’ordine impunite. "Mi chiamo Lavender, ho 17 anni e sono una studentessa e una appassionata giocatrice di basket. Ho studiato alla Whynot academy nello slum Mathare, dove ho avuto l’opportunità di far parte del progetto di basket SlumsDunk. Sono stata brava nel mio percorso scolastico e attraverso il basket ho ottenuto una borsa di studio per proseguire i miei studi in una buona scuola". Lavender è una delle tante voci che affollano i campi da gioco della baraccopoli, l’occasione di una vita differente per migliaia di ragazzi.

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