Scuola conforme, pensiero cadavere

Per la ripresa in classe si parla molto di norme anti-covid, di ristrutturazione di edifici e potenziamento del corpo docente. Tutte cose condivisibili, per carità, ma siamo sicuri che la scuola, così com'era, andasse bene?

Fabio Cantelli Anibaldi

Fabio Cantelli Anibaldigià codirettore di Narcomafie e scrittore

Aggiornato il giorno 14 settembre 2020

“La scuola è l’agenzia pubblicitaria che ti fa credere di avere bisogno della società così com’è”

Ivan Illich, autore di Descolarizzare la società

Concluso il periodo di lockdown si parla molto di scuola. Della necessità di riaprirla, di un piano di protezione da eventuali ritorni del virus, di ristrutturazione di edifici e potenziamento del corpo docente. Tutte cose condivisibili, per carità, ma che lasciano un senso di sconcerto e rassegnazione: siamo sicuri che la scuola, così com’era, andasse bene? E non sarebbe proprio questa l’occasione per rifondarla o almeno ripensarla? Cosa dovrebbe insegnare la scuola a un bambino, a un ragazzo, a un giovane? Qual è insomma la sua funzione, diciamo pure la sua missione? Niente: questioni simili non paiono interessare la classe politica.

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