2021 - Numero 8

Non mi fido dei giornali

L'informazione italiana è alla deriva. A minacciarla non ci sono solo le intimidazioni nei confronti dei giornalisti (sono già 63 gli episodi segnalati nel 2021, il 50 per cento in più rispetto al primo trimestre 2020). I tagli alle redazioni hanno aumentato il carico di lavoro, la professione è diventata una routine da scrivania, le inchieste un lusso troppo costoso. Il giornalismo nostrano si regge sui precari, ma a dieci anni dalla Carta di Firenze sui loro diritti, l'applicazione delle tutele previste rimane una chimera. In questo quadro non stupisce allora che il 71 per cento degli italiani non si fidi di ciò che legge.

La foto-inchiesta è dedicata alla frontiera italo-francese dove a inizio aprile i fotogiornalisti Valerio Muscella e Michele Lapini sono stati fermati dalla gendarmerie per aver documentato il passaggio dei migranti. Nel numero 8 ci siamo occupati poi di didattica a distanza all'interno delle università: a differenza dei loro colleghi minorenni, gli universitari non sembrano avere alcuna fretta di rientrare in presenza. L'infografica fa il punto sui beni sequestrati e confiscati e sul loro riutilizzo a fini sociali, in Italia e all'estero. 

Vi segnaliamo infine il lavoro sull'ergastolo ostativo, di cui si attende una riforma dopo la decisione della Corte costituzionale. L'obiettivo è tenere assieme due diverse, ma non contrapposte, esigenze: il diritto alla speranza dei detenuti che abbiano fatto un percorso di ravvedimento e il diritto alla speranza per chiunque di non subire il potere criminale.

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